lospecchiopparabolico.it

lo specchio parabolico

Nei piccoli telescopi economici a schema ottico di tipo Newton si utilizza solitamente come obiettivo uno specchio concavo di forma sferica. Entro certi limiti (in presenza di lunghezze focali opportune) questi specchi possono essere impiegati senza che le immagini ne risentano in maniera intollerabile.
Gli specchi sferici sono infatti affetti dalla aberrazione a cui danno il nome: l'aberrazione sferica.
In presenza di aberrazione sferica non tutti i raggi riflessi dallo specchio cadranno nel punto focale risultando più avanzati quelli marginali rispetto ai rimanenti.
Al crescere del diametro dello specchio e a parità di lunghezza focale questo tipo di aberrazione cresce in modo esponenziale.
A titolo di esempio uno specchio di 400 mm di diametro per essere ancora nelle tolleranze ottiche deve avere una lunghezza focale uguale o superiore a 5 metri, il che comporta una bella complicazione nella costruzione e nell'uso del telescopio che lo montasse.
La superficie che supera questo tipo di inconveniente è quella paraboloidica. La proprietà ottica di uno specchio la cui sezione meridiana è una parabola consente all'onda piana che lo raggiunge di essere riflessa in un unico punto, il suo fuoco, e i raggi che la compongono faranno tutti un percorso di lunghezza uguale nello stesso mezzo, l'aria (in altre parole arriveranno al fuoco in fase). Oltre all'uso astronomico, lo specchio parabolico è impiegato anche in altri ambiti, per esempio nella produzione di ologrammi, dove è richiesto un fascio di raggi monocromatici paralleli.
sito di Alessandro Dario Vianello - per informazioni -